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Visualizzazione dei post da settembre, 2025

Un giorno di nebbia. SECONDA PARTE.

  26 Novembre, 9:18. Padoan ha riunito tutti nel suo ufficio. Lo Russo entra per ultimo, ma è scusato. Consegna al suo superiore il driver con tutte le foto scattate la notte scorsa sul luogo del ritrovamento. Padoan, in silenzio, e come lui anche Vicenzi e Bentivoglio, osserva le immagini al computer. Le foto sono state disposte nella cartella con ordine. Le prime mostrano la scena globale. A mano a mano che si scorre, le immagini scendono sul particolare. La qualità della scena risulta migliore con la luminosità dello schermo al massimo. Scorrendo le immagini, Padoan nota qualcosa che gli era sfuggita durante il sopralluogo. Un dettaglio che, nel buio della campagna, rischiava di restare nascosto sotto i metri di quella umidità opaca. La maglia della vittima, abbassata sulla parte anteriore, con i seni esposti. “Era così anche prima che la girassi?”. Si rivolge a Lo Russo mentre picchietta il dito sul monitor del computer per fargli capire a cosa si volesse riferire...

Un giorno di nebbia. PRIMA PARTE.

    26 Novembre, 2:10. Il brigadiere Vicenzi scandisce, col piede sotto la sua scrivania, gli squilli che sente all'orecchio.  Tuuuu....uno. Conta a mente e primo colpo col piede. Tuuuu…due, secondo colpo.  Ha preso il ritmo ed è pronto per battere anche il terzo, insieme allo squillo e invece niente.  La voce dall'altra parte, roca, risponde.  "Vicenzi, che c'è?".  "Maresciallo -tentenna ma si accorge che, più a lungo protrae le pause, più il suo interlocutore si spazientisce- ne hanno trovata un'altra".  Il brigadiere non sente risposta, solo silenzio ma la linea resta aperta.  "Maresciallo, ci siete?".  Calca l'accento sull'ultima parola, per accentuarne l'interrogativo, e rimane in attesa, intimorito da quella seconda, protratta, pausa.  "Si, ci sono, ci sono. Ho sentito. Arrivo".  Attacca il telefono e bestemmia, ma solo a mente. Controlla l'orologio al polso e le lanc...